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L’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (Irpi) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e le Autorità di Bacino del Tevere hanno realizzato nel 2002 una simulazione molto dettagliata del Tevere che inonda la città di Roma, per verificare i danni di un simile evento. Dal video della simulazione si può vedere un torrente d’acqua che inonda Ponte Milvio, prosegue per il Foro Italico, si snoda per Prati fino a lambire Castel Sant’Angelo e il rione Borgo. Una vera e propria catastrofe che si abbatte sulla Capitale, ma per fortuna solo per finta: si tratta infatti di una simulazione. Lucio Ubertini, dell’Irpi-Cnr, spiega infatti: “Una simulazioneche si riferisce a precipitazioni di particolare intensità e durata: un’ipotesi che secondo le statistiche si verifica in media ogni 200 anni”. Il Tevere scorre attualmente tra grandi muraglioni costruiti dopo l’alluvione del 1870, ma questa difesa non riguarda la zona di Ponte Milvio, che è quella proprio più esposta al rischio. Lo stesso Ubertini sottoline però che grazie alle moderne tecnologie, lo straripamento del fiume Tevere potrebbe essere previsto con 2/3 giorni di anticipo, con danni alla popolazione estremamente contenuti. Il che non esclude la necessità di procedere ad una manutenzione continua ed accurata di fogne, tombini, fossi, canali di scolo e marrane, che altrimenti ostacolerebbero pericolosamente il decorso dell’acqua.
Fonte foto articolo copertina: rainews24.it Fonte foto articolo: universinet.it
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